martedì 8 luglio 2025

La borsa della spiaggia


Ho preso al volo la borsa della spiaggia, era già pronta da una settimana; telo mare, occhialini, penna, sudoku, fogli bianchi e un costume di ricambio. Servono poche cose in riva al mare; uno sguardo ammirato e la gioia di esserci.
Ho pensato di portare con me l'ultimo libro di Scerbanenco, avevo proprio voglia di un'avventura scorrevole e sconcertante come tutte le sue storie.
Una volta arrivata in spiaggia mi sono resa conto che prendere quel libro era stato solo un pensiero a cui non era seguita poi l'azione stessa, dev'essere questo l'inizio della vecchiaia. O forse era il mare che desiderava tutta la mia attenzione e quella degli altri viaggiatori già arrivati. Infatti aveva sfoderato tutta la sua forza divorando gran parte della spiaggia e lasciando a noi, esuli cittadini, una stretta strisciolina di sabbia asciutta, giusta per camminare. I bagnini pattugliavano la battigia, piazzati a non più di cento metri, pronti a fischiare, redarguire e prontamente riacchiappare chi avesse provato a entrare in acqua nonostante le numerose bandiere rosse che sventolavano isteriche.
Il rombo delle onde copriva le parole, e trovo che questa sia una cosa fantastica, se ci si trova davanti a uno spettacolo della natura, lo si osserva in religioso silenzio. Il mare in burrasca è uno di quelli spettacoli che prevedono la massima attenzione, soprattutto da chi vive in città. Era impossibile tenere in testa il cappello, e avvicinarsi troppo alla riva senza rischiare di bagnarsi completamente.
Il vento forte era refrigerio rispetto ai soffocanti contesti urbani, la pelle ha potuto di nuovo respirare, sudare e asciugare. Sembra un'ovvietà, ma l'afa continua e opprimente lascia alla pelle la sensazione di avere i pori otturati, ma non qui, non oggi.


Questo vento colpisce con forza tutto quello che incontra ma il sole è forte e invita a una camminata, così si parte in direzione del colle che racchiude il golfo di Baratti. In distanza si vede Populonia e il promontorio che protegge Piombino.
Troviamo anche delle simpatiche indicazioni:

Lungo la spiaggia incontriamo poche persone, pressoché anziani, si vede che il mare inquieto piace soprattutto alle anime risolte, in equilibrio con se stesse.
I tronchi arenati in riva sono levigati e pesanti, la forma del vento emerge da ogni curva smussata e dall'assenza di spigoli e schegge.

Questo potrebbe essere una madre sdraiata che gioca con il suo piccolo, seduto sopra di sé.

Questa è una rampa di volo per i gabbiani che partono per la pesca giornaliera.

La sabbia sottile è compatta e liscia come una strada, c'è un traffico continuo di onde furiose che ci sbattono addosso. Ci ha bagnato i vestiti e anche la borsa, ma il sudoku è abituato, si asciugherà anche questa volta.
Tranquillo mare, sfogati pure, anche noi talvolta ci sentiamo così, come te ora.
Dopo due kilometri circa incontriamo la spiaggia libera e quella dedicata ai cani, ci sono famiglie e animali che si godono la giornata giocando con i legnetti, le palle marine e la schiuma di mare. Un labrador mi si avvicina e dimostra di gradire il profumo della mia ciabatta, ma non gliela lascio.
Torniamo al villaggio carichi di salsedine e di energia turbinosa.

La forza del mare si placa nel grande parco di pini, allori e cotognastri, e troviamo una quercia, piegata anch'essa dal vento, che sta "inglobando" i tralicci di ferro che la sostengono.

Dopo cena torniamo in spiaggia a guardare il tramonto, una luce magica incornicia il sentiero, come una piccola anticipazione dello spettacolo finale.

La mia borsa della spiaggia in questa piccola vacanza si è riempita ancora di piú; di colori, di profumi, di vento fortissimo che modella le forme. 
Va tutto bene, mare, grazie davvero 
ma domani ci fai entrare?


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Sulla Moldava in realtà ci sono numerosi ponti, tanti solo nella città che andiamo a visitare questa volta. Ma io faccio riferimento al pont...