martedì 2 gennaio 2024

L'approdo

 Il viaggio è andato bene, veloce, senza troppi vaffanculo.

Sull'isola si riconoscono i turisti, anche se le targhe non aiutano più tanto, dalla velocità che fanno, anzi, che non fanno, perché il primo impatto con le strade di qui, è sempre una sorpresa.
Abbiamo sorpassato berline e suv che in una qualsiasi autostrada del continente ci avrebbe fatto respirare i suoi fumi.
I percorsi non sono certo la cosa più sorprendente dell'isola. Appena lasciata la confusione del porto, si è investiti dalla prepotenza dei profumi di macchia mediterranea che si distinguono già dalle prime ore del mattino.
I colori sfumati dell'alba e della nebbiolina sollevata dal mare si trasformano in esplosioni cromatiche con il primo raggio di sole che raggiunge il verde dei cespugli, il rosso della terra, il giallo delle erbe secche.
La strada; sbiadita dal tempo e dalla onnipresente salsedine, si insinua tra alture calcaree e dolomie che non ti aspetteresti, e tra dolci colline punteggiate di rocce con un'aura più antica del solito.
E' bene andar piano per godere del viaggio e delle sensazioni così forti che diventano "solide".
Invece, percorrerla di notte è un atto di fede, il buio assorbe ogni cosa, non vedi l'asfalto e speri che ci sia anche oltre la prossima salita e la prossima curva.
L'isola ti accoglie, ti abbraccia, ti entra dentro come una presenza fisica e si impadronisce di una parte di te, e non te la restituirà mai più.

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