lunedì 24 febbraio 2025

Un giro dietro casa

 Camminando di buon passo, percorro il ponte pedonale e osservo dall'alto i giardini sul retro delle piccole case ordinate. Gli alberi sono ancora spogli e l'aria umida non lascia presagire nessun segno di primavera. Percorro ancora pochi metri e mi lascio l'abitato alle spalle, un noce maestoso protende i suoi rami più lunghi verso l'argine su cui mi trovo, come se volesse salutare con un gesto. È stato potato accuratamente solo dalla parte della casa e da questo lato si allarga con impudenza, tronfio.

A un tratto l'argine curva verso la strada e mi arriva l'odore dei gas di scarico delle poche auto che passano ora. Fortunatamente le anse rialzate riportano verso il fiume e mi immergo nel verde, brumoso e appannato della foschia serale di questa stagione triste. Camminando sulla ghiaia produco un rumore che spaventa un piccolo rapace che riposava sul bordo, non visto, che si alza in un volo veloce per allontanarsi da me. È casa tua, lo so, questa campagna e ora te la lascio tutta e anche io volo a casa.

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