La solita passeggiata nel bosco può diventare noiosa se si fa sempre lo stesso percorso, e a volte mi piace uscire dal sentieri tracciati per osservare particolari nuovi e diversi. Tanto cosa può succedere? Niente, quindi cambio strada facendo attenzione ai rovi e alle buche e mi inoltro nel verde, anzi, nel grigio, perché quassù in montagna la primavera deve ancora arrivare. Gli alberi sono ancora spogli e senza gemme però in terra comincia a spuntare qualche fogliolina nuova. Dai film di Indiana Jones ho imparato che quando ci si inoltra in luoghi sconosciuti bisogna attivare i sensi quindi fermo la musica (come quando cerco parcheggio) e mi levo gli occhiali da sole. Mi viene in mente che non ho detto a mio marito dove sarei andata, quindi non saprebbe neanche dove cercarmi. Mi inoltro in discesa cercando il percorso meno accidentato, con meno rovi e rami caduti e tracce strane. Chissà che tipo di essere può aver lasciato tracce così strane, diverse e lontane tra loro, probabilmente un branco di procioni lottatori o dei cinghiali esperti di salto in lungo o degli orsi ballerini. Dopo un po' mi chiudo la giacca perché inizio a sentire freddo (o paura? ) e mi accorgo di non avere più gli occhiali appesi al bavero. Ecco, proprio il posto giusto per perdere gli occhiali scuri, in mezzo alle foglie secche e umide che sembrano diventare tutte tonde come le mie lenti. Mi toccherà tornare indietro a cercarli, per fortuna ricordo bene il percorso perché ho dovuto guardare con attenzione dove mettere i piedi. Così rifaccio la strada al contrario, tutte queste foglie tondeggianti mi confondono ma non intendo arrendermi. Come faccio sempre quando giro nel bosco, controllo anche su quale albero più vicino potrei arrampicarmi in caso vedessi un cinghiale crudo. Penso anche che se mi accadesse qualcosa, magari mi troverebbero tra qualche mese, anzi troverebbero solo il mio telefonino inquinante e la suola dei miei scarponi tecnici. Questi pensieri negativi e il fatto di aver perso gli occhiali provengono di sicuro dai sensi di colpa per quell'idea di uscire dal sentiero. Però che strano, non ho sentito nessun rumore di plastica caduta, eppure il percorso è pieno di sassi e rametti, non solo di fango, la mia mente analitica prevale sulle preoccupazioni morali. Mi guardo addosso, mi tocco le tasche, osservo lo zaino e trovo gli occhiali appesi a una delle cinghiette, scivolando dalla giacca vi si erano incastrati e quindi non avevano neanche toccato terra. Contenta come un cercatore d'oro che trova una pepita, riparto in discesa per ritrovare il sentiero e tornare a casa, e riaccendo la musica per ritrovare il passo.
domenica 26 novembre 2023
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